Metanopoli Agonisti vs CUS Monza 7-5

Metanopoli Agonisti vs CUS Monza 7-5

Metanopoli: Tanin Roberto, Re Roberto (1), Rodighiero Marco, Fasana Francesco (1), Bravin Mattia, Dellantonio Grigorij (1), Morgillo Stefano, Leoni Michele (1), Calabrese Mario (1), Marchi Alessandro, Divincenzo Leonardo, Onofrei Artiom (2).

 

La stagione regolare della Metanopoli Agonistica si chiude con una bella sbicchierata portata, secondo dettame del Capitano, con la mano sinistra.

Vittoria voluta ed infine conquistata in una partita ben interpretata che lascia tutti contenti per motivazioni che vanno al di là del risultato finale: a fronte della mancanza del capocannoniere Pagliara, la squadra si compatta maggiormente e tutti partecipano più attivamente al gioco prendendosi responsabilità e rischi sia in attacco che in difesa. Tradotto: miglior risultato per minor numero gol subiti (5) e miglior risultato per numero di giocatori a segno (6, con un’unica doppietta di Arturo). Unica pecca…il solito uomo in più, che non porta i gol necessari per prima prendere più margine e poi chiudere definitivamente la partita.

Questi i dati che devono rendere orgogliosi tutti e 15 i giocatori capitanati da Guidi che hanno partecipato a questo primo campionato insieme e che ora possono dire non solo di essere un gruppo affiatato, ma anche una discreta squadra.

La partita:

Primo tempo a ritmi bassi, squadre contratte e tanta attenzione a non prenderle. Il Monza è bravo a portarsi in vantaggio con un astuto movimento del centroboa che esce dai 5 per prendere l’alzo e tiro. Risponde a stretto giro Fasana che con un tiro preciso chiude una transizione ben portata. Si chiude con sul punteggio di 1-1, con un piccolo rammarico per la superiorità numerica a 1 minuto dalla fine il cui tiro di Mikey finisce a lato.

Nel secondo tempo iniziano a vedersi azioni un po’ più fluide anche se il numero di reti rimane basso da ambo le parti: Re porta in vantaggio la Metanopoli con una ottima girata e ci sarebbe l’opportunità di portare il primo “strappo” alla partita, ma la successiva superiorità numerica non viene concretizzata, a differenza del Monza che, invece, sfrutta il mal posizionamento della difesa per andare a segno. La Metanopoli sembra comunque in palla, anche se l’attacco non sfrutta un altro paio di buone occasioni, mentre in difesa Tanin entra in partita bloccando un 1:1. 2-2 a metà partita.

Nel terzo tempo cambia decisamente la musica: come indicato da Coach Guidi, la squadra sfrutta bene le transizioni anticipando la ripartenza. La controfuga di Arturo e la marcatura di Mario, arrivata grazie ad una espulsione guadagnata proprio in transizione, regalano il primo +2 che sa di svolta. L’ingenuità porta però la squadra prima a sbagliare la superiorità del +3 e poi a “scontrarsi” con l’arbitraggio subendo troppi contro-falli in attacco. L’unico esito delle proteste, un po’ naif, sarà l’espulsione di Marchi ed il successivo 4-3 subito in inferiorità. La paura di un possibile pareggio viene però spazzata da Greg che sale in cattedra segnando splendidamente dal centro. Il +2 dura poco: la prima vera sbavatura difensiva a uomini pari causa un leggero ritardo nel raddoppio, Mikey non spende il fallo e una beduina punisce la Metanopoli. Peccato.

Il 5-4 di fine terzo tempo (3-2 di parziale) tiene ancora in vita il Monza che inizia l’ultimo quarto spendendo tutte le energie alla ricerca del vantaggio. Qui viene fuori il meglio della Metanopoli che difende in modo esemplare chiudendo le possibilità di tiro o passaggio al centro, mentre in attacco gioca senza fretta: Arturo fulmina il portiere dalla distanza e Mickey trova un bel gol con un tiro incrociato: +3 e massimo vantaggio. Sul punteggio di 7-4 si potrebbe incrementare il bottino bissando il -2 subito all’andata. La squadra però preferisce mettere in cassaforte il risultato senza forzare in attacco ed prestando attenzione a non prendere controfughe. Il 7-5 arriva con una palomba su alzo e tiro che sa di beffa per Tanin, che sceglie l’ultimo minuto per la sua prima vera (indolore) sbavatura del campionato.

7-5, 2 gol subiti in inferiorità, 2 su alzo e tiro e solo 1 su azione: sintesi di una difesa pressoché perfetta. 2 gol segnati dal centro, 2 in controfuga, 3 con tiri ben presi da fuori certificano un attacco molto attivo a uomini pari. Potevamo fare di più? L’occasione per capirlo sarà… Mercoledì 10 vs CUS Master!

Sicuramente, però, ci siamo divertiti!

Pagellone:

  1. Tanin Roberto, voto 9: fa la differenza parando tutto il parabile e dando fiducia alla difesa. Gioca ad alto livello per tutta la durata del torneo. Forse uno dei migliori portieri della Coppa. Fondamentale.
  2. Re Roberto, voto 8: dati i 3 centroboa, sfrutta bene il minutaggio un po’ inferiore rispetto al solito per risultare sempre lucido. Segna il solito bel sigillo, aiuta egregiamente in difesa, ma soprattutto guida con carattere la squadra prima e dopo la partita. La sua dedizione in acqua e davanti alla birra trascina letteralmente il gruppo risultando l’uomo-squadra. Autorità.
  3. Rodighiero Marco, voto 7: svolge in modo ordinato il ruolo a mano cattiva dettando il passaggio in transizione e provando a liberare spazi per il mancino in attacco. Ha per 2 volte l’occasione di andare al tiro senza purtroppo trovare la via del gol. Sicuramente più propositivo e meno timido rispetto alle ultime uscite. Partecipativo.
  4. Fasana Francesco, voto 8: un mezzo punto in più per il gol che ristabilisce subito la parità dando fiducia alla squadra. Svolge il suo ruolo offensivo trovandosi spesso a giocare la palla in mano cattiva. Purtroppo la squadra non arma il suo braccio in uomo in più perdendo una occasione. Attaccante.
  5. Bravin Mattia, voto 7.5: solita prestazione di quantità; si spende a mano buona e all’evenienza da secondo centro. Porta nuoto, fiato e lucidità nel gioco. Peccato che raramente riesca ad andare al tiro, ma oggi non era la sua priorità. Polmone.
  6. Delllantonio Grigoij, voto 7.5: partita paradossalmente difficile per Greg poiché viene impegnato relativamente poco con il rischio di rimanere ai margini. Al contrario, sfrutta al meglio le occasioni entrando subito in partita: solita buona ed ordinata prestazione in difesa e grande marcatura dal centro alla sola seconda palla giocata (e sulla prima una espulsione ci sarebbe stata…). Adrenalina.
  7. Morgillo Stefano, voto 7: si annovera tra i gregari della squadra a cui spetta il compito di lavorare tanto senza farsi notare molto. Tiene la fascia, scala sull’uomo, controlla l’avversario buttando sempre l’occhio ai compagni da aiutare. È questo il gioco sempre più di squadra e meno individuale che ha permesso di evitare controfughe dando più fiducia all’attacco. Supporto.
  8. Leoni Michele, voto 7.5: la sua crescita è costante e regolare per tutto il campionato; gioca una delle sue migliori partite in attacco dove fino ad oggi era risultato timido. Si prende la responsabilità del tiro in superiorità numerica e segna il gol della sicurezza con un bel tiro ad incrociare. Ancora un po’ passivo nel prendere le redini sull’uomo in più, non spende l’espulsione sul gol del 5-4 del Monza. Perno.
  9. Calabrese Mario, voto 7.5: partecipa alla prima “fuga” segnando il +2 del terzo tempo. Entra in quasi tutte le azioni offensive da vero leader dell’attacco e partecipa senza sbavature alla fase difensiva. Non ha paura di prendersi la responsabilità del tiro, anche in situazioni “sporche” allo scadere. Forse gli manca il secondo gol. Generoso.
  10. Marchi Alessandro, voto 7: come in tutto il campionato, accosta una prestazione difensivamente perfetta ad un attacco in sordina dove stenta ad alzare la voce e giocare la palla. Per assurdo “paga” la preparazione fisica commettendo un contro-fallo e prendendo successivamente l’espulsione solo perché spinge più dell’avversario. Benedetta gioventù.
  11. Divincenzo Leonardo, voto 7: gioca poco ma si vede che ascolta ed apprende velocemente. Controlla bene l’uomo, si propone in attacco con un pregevole assist al centroboa, spende bene un fallo grave quando si vede superato in controfuga. Uomo squadra che fa inizia a fare il suo partecipando in entrambe le fasi del gioco. Bravo.
  12. Mastrovito Filippo, voto 10: il gregario dei gregari arriva per accomodarsi in panchina bloccato dal mal di schiena, ma presto gli viene indicata la tribuna per carenza di calotte. Quando infine arriva la numero 12 da casa Binelli aveva giù i pop corn in mano, ma li lascia lì a Marchi per buttarsi in acqua su richiesta di Guidi, probabilmente all’oscuro della situazione. Stakanov.
  13. Onofrei Artiom in Arturo, voto 9: forse la pedina che mancava alla squadra, ovvero il giocatore che si diverte insieme a compagni conosciuti da poco calandosi perfettamente nella realtà della squadra e giocando senza preziosismi o velleità di protagonismo (si può dire?). Roccioso e concreto, guadagna buone espulsioni, infila con intelligenza una controfuga e segna in modo cinico e di forza il gol forse decisivo del +2 nel quarto tempo. Riferimento.

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